STRA. Sit-in di Rifondazione comunista e dell’Italia dei Valori ieri mattina contro la decisione del sindaco Mario Collini di togliere le panchine da piazza Marconi. Una ventina di sostenitori dei due partiti ha pacificamente occupato la piazza con sedie. Ieri doveva svolgersi anche una contromanifestazione della Lega a supporto del sindaco, ma i vertici della Carroccio hanno deciso di rinviarla. La decisione del sindaco era stata motivata con la necessità di maggior decoro e per dissuadere i cittadini che si fermavano a bere sulle panchine, dall’abbandonare i rifiuti. Ma la lista civica «Strada Comune» aveva accusato il sindaco di aver preso una decisione diretta contro i numerosi extracomunitari che vivono a Stra. Ieri i primi a giungere in piazza sono stati i membri dell’Italia dei Valori che già dalle 8.30 hanno cominciato a leggere gli articoli della Costituzione. «Questa azione – spiegano Alberto Monetti e Denis Rosa – vuole mostrare che la legge è uguale per tutti. La decisione del sindaco Collini di togliere le panchine è sbagliata». Subito dopo sono arrivati i rappresentati di Rifondazione con in testa il segretario del circolo Dolo-Pianiga-Stra, Matteo D’Angelo, e Paolo Cacciari. «Per colpa di questo provvedimento – sostiene D’Angelo – ci troveremo tutti, italiani e non, giovani e anziani, donne e uomini, a dover stare in piedi per aspettare l’autobus, per godere di un po’ d’ombra o sorseggiare una bevanda. I cittadini hanno pagato per avere questo tipo di servizio. La nostra protesta vuole dimostrare l’inutilità del provvedimento». Giulio Levorato, rappresentante di Rifondazione a Stra, ha citato alcuni problemi del paese. «Da mesi piazza Tombolan-Fava e via Fossalovara sono al buio di notte. Il sindaco invece di sistemare l’illuminazione toglie le panchine. Questa sarebbe la sicurezza che ha promesso ai suoi elettori?». Ieri si sarebbe dovuta svolgere la contromanifestazione della Lega, ma è stata rinviata. Paolo Pizzolato, coordinatore della Lega per la Riviera, ha spiegato: «Visto il giorno festivo abbiamo pensato di svolgere la nostra iniziativa in un’altra giornata».
(Giacomo Piran)
(Nuova Venezia: 17/08/2009)
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